Contributo specialistico 01.06.2026
Illuminazione sul posto di lavoro – Requisiti normativi e buone pratiche

Una buona illuminazione è molto più di una semplice questione di luminosità
L'illuminazione sul posto di lavoro determina il modo in cui i collaboratori vedono, lavorano e si sentono. Influisce sulle prestazioni visive, sulla concentrazione, sul rischio di incidenti e sul benessere generale. Per le aziende il tema è doppiamente rilevante: da un lato esistono chiari requisiti legali per l'illuminazione dei luoghi di lavoro, dall'altro una progettazione illuminotecnica ben ponderata si traduce direttamente in una maggiore produttività e in un minor tasso di errori.
Questo articolo offre una panoramica dei requisiti più importanti per l’illuminazione sul posto di lavoro in Svizzera, spiega la norma fondamentale SN EN 12464-1 e illustra a cosa dovreste prestare attenzione nella pratica in qualità di datori di lavoro, facility manager o progettisti dell’illuminazione.
Perché l’illuminazione sul posto di lavoro è così importante
La luce influenza ben più della semplice vista. Agisce anche sui processi fisiologici come il metabolismo, la circolazione e l'equilibrio ormonale e, attraverso l'orologio biologico, regola il nostro ritmo sonno-veglia. Un'illuminazione mal progettata porta rapidamente a stanchezza, mal di testa e calo della concentrazione. Di conseguenza, aumenta il rischio di incidenti, perché i pericoli vengono individuati più tardi e le prestazioni diminuiscono.
Un impianto di illuminazione progettato a regola d'arte favorisce invece le attività visive, mantiene alta l'attenzione e crea un ambiente di lavoro piacevole. Rappresenta quindi un fattore importante per la tutela della salute sul lavoro e, al contempo, un aspetto che incide direttamente sulla motivazione e sulla qualità del lavoro.
Basi giuridiche in Svizzera
In Svizzera, l'obbligo di garantire un'illuminazione adeguata deriva dalla Legge sul lavoro (LL) e, in particolare, dalle Ordinanze 3 e 4 della Legge sul lavoro (OL 3 e OL 4). Queste obbligano i datori di lavoro a progettare i posti di lavoro in modo tale da evitare rischi per la salute. L'illuminazione rientra espressamente tra questi requisiti.
I requisiti pratici in materia di illuminazione sono concretizzati in due documenti fondamentali:
- Le direttive della SECO relative all'Ordinanza 3 della Legge sul lavoro, con il loro capitolo dedicato all'illuminazione e alla visibilità verso l'esterno.
- Le direttive della CFSL (Commissione federale di coordinamento per la sicurezza sul lavoro), che forniscono indicazioni supplementari in materia di protezione della salute.
Per l'attuazione tecnica, entrambi fanno riferimento alla norma svizzera SN EN 12464-1. In Germania e nell'UE la stessa norma è nota come DIN EN 12464-1: si tratta di recepimenti nazionali della norma europea identica EN 12464-1. Dal punto di vista del contenuto, le versioni sono identiche.
Inoltre, i datori di lavoro devono garantire, mediante una valutazione dei rischi, che l'illuminazione assicuri la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori. Nei luoghi di lavoro particolarmente a rischio è prescritta un'illuminazione di sicurezza che entri in funzione in caso di guasto dell'illuminazione generale.
SN EN 12464-1: la norma fondamentale per i luoghi di lavoro in ambienti interni
La norma SN EN 12464-1, intitolata «Luce e illuminazione – Illuminazione dei luoghi di lavoro – Parte 1: Luoghi di lavoro in ambienti interni», definisce i requisiti per una buona illuminazione sul posto di lavoro. Essa definisce le caratteristiche principali del clima luminoso e quindi i valori minimi per i principali parametri di qualità di un impianto di illuminazione:
- Intensità luminosa in lux
- Limitazione dell'abbagliamento tramite il valore UGR
- Colore della luce e resa cromatica
- Distribuzione della luminosità e modellazione
- Assenza di sfarfallio degli apparecchi
Le tabelle della norma sono suddivise per attività e ambiente. Per ogni compito visivo – dal magazzino all’ufficio fino alla postazione di controllo – sono indicati valori di mantenimento concreti. Questi valori non devono essere scesi al di sotto del limite minimo durante l’intero periodo di funzionamento di un impianto, quindi nemmeno a causa dello sporco o dell’invecchiamento degli apparecchi.
Intensità luminosa: valori minimi in base all'attività visiva
La quantità di luce necessaria in un locale di lavoro dipende direttamente dall'attività visiva svolta. La norma stabilisce, tra l'altro, i seguenti valori minimi:
- 300 lux per attività semplici e percorsi di transito
- 500 lux per il lavoro d'ufficio generico e l'utilizzo del videoterminale
- 750 lux e oltre per attività visive impegnative come il disegno tecnico, i controlli di precisione o il montaggio accurato
Anche l'ambiente circostante è importante: se sul posto di lavoro sono richiesti 500 lux, l'area circostante deve raggiungere almeno 300 lux. Questa gradazione di luminosità protegge gli occhi da contrasti eccessivi, che altrimenti causerebbero un rapido affaticamento.
Con l'avanzare dell'età aumenta il fabbisogno di luce. I collaboratori più anziani dovrebbero avere la possibilità di aumentare individualmente l'intensità luminosa sul proprio posto di lavoro da 750 a 1500 lux. Il modo più elegante per farlo è con un sistema di controllo dell'illuminazione e lampade dimmerabili, integrate da lampade da lavoro.

Le attività visive di precisione richiedono 750 lux e un indice Ra di almeno 90.
Limitare l'abbagliamento: UGR e abbagliamento riflessivo
L'abbagliamento è una delle cause più frequenti di affaticamento degli occhi e perdita di concentrazione. La norma distingue due forme: l'abbagliamento diretto causato da luci o finestre e l'abbagliamento riflessivo causato da superfici riflettenti, come schermi, telefoni o superfici lucide.
L'abbagliamento diretto viene valutato tramite l'Unified Glare Rating (UGR). Per le attività d'ufficio si applica un valore limite UGR di 19: più basso è il valore, minore è l'effetto di abbagliamento. L'abbagliamento riflesso può essere efficacemente ridotto tramite superfici opache, una disposizione ben studiata delle lampade e il posizionamento laterale degli schermi rispetto alla finestra.
Colore della luce, resa cromatica e assenza di sfarfallio
Il colore della luce descrive se la luce appare bianco caldo, bianco neutro o bianco luce diurna; viene misurato in Kelvin. Negli ambienti interni con postazioni di lavoro fisse, inoltre, l’indice di resa cromatica Ra deve essere di almeno 80, affinché i colori appaiano naturali e le persone, i materiali e i segnali di sicurezza siano riconoscibili correttamente.
Gli apparecchi privi di sfarfallio sono fondamentali soprattutto nelle postazioni di lavoro con schermi per evitare affaticamento e mal di testa. Gli apparecchi a LED di alta qualità con buoni alimentatori soddisfano questo requisito in modo affidabile.
I compiti visivi di precisione richiedono 750 lux e un valore Ra di almeno 90.
Luce naturale e vista sull'esterno
In Svizzera, gli spazi di lavoro devono essere generalmente illuminati dalla luce naturale e offrire una vista sull'esterno. La luce naturale favorisce il bioritmo, migliora l'umore e riduce la necessità di illuminazione artificiale.
In pratica ciò significa che le postazioni di lavoro dovrebbero essere disposte, per quanto possibile, lateralmente rispetto alla finestra, per evitare l'abbagliamento diretto e fastidiosi riflessi sullo schermo. La combinazione di luce naturale e sistema di regolazione dell'illuminazione in funzione della luce naturale riduce inoltre in modo significativo il consumo di energia elettrica.
Effetti sul benessere e sulle prestazioni
Oltre agli effetti visivi, la luce ha anche effetti non visivi. Influisce sulla produzione di melatonina e, di conseguenza, sul ritmo sonno-veglia. L'Human Centric Lighting (HCL) sfrutta queste conoscenze: i sistemi adattano la temperatura di colore e la luminosità al corso naturale della giornata, con valori più alti e freddi al mattino e tonalità più calde nel pomeriggio.
Gli studi dimostrano che un'illuminazione adattata alle esigenze delle persone migliora in modo misurabile la concentrazione, la motivazione e l'umore. Per le aziende ciò si traduce in meno errori, minori assenze e collaboratori più soddisfatti.
Migliori pratiche per la progettazione e la realizzazione
È possibile realizzare in modo affidabile un'illuminazione conforme alle norme e orientata alle esigenze degli utenti seguendo alcuni principi fondamentali:
- Progettare l'illuminazione in base alle specifiche esigenze visive, anziché adottare un approccio generico.
- Abbinare l'illuminazione generale a lampade da lavoro supplementari, in modo che i dipendenti più anziani dispongano di maggiore illuminazione.
- Sfruttare attivamente la luce diurna e integrarla con la luce artificiale tramite un sistema di controllo dell'illuminazione.
- Utilizzare lampade a LED senza sfarfallio con un elevato indice di resa cromatica e una temperatura di colore adeguata.
- Scegliere superfici opache per evitare riflessi su tavoli, schermi o telefoni.
- Effettuare una manutenzione regolare degli impianti di illuminazione: lo sporco e l'invecchiamento causano una perdita di luce percepibile.
Una progettazione illuminotecnica professionale a cura di progettisti esperti garantisce il rispetto di tutti i requisiti di legge e la redditività a lungo termine del risultato.

Le lampade a LED con luce diurna consentono di risparmiare fino all'80% di energia elettrica.
Efficienza energetica e possibilità di finanziamento
Un impianto di illuminazione moderno non solo soddisfa i requisiti normativi, ma riduce anche notevolmente il consumo energetico. Passando ai LED e adottando un sistema di controllo dell'illuminazione adeguato alle esigenze, in molte aziende è possibile risparmiare dal 50 all'80 per cento di energia elettrica, senza compromettere la qualità della luce.
Attraverso il programma di sovvenzioni Lightbank, l'Ufficio federale dell'energia sostiene la ristrutturazione degli impianti di illuminazione con contributi fino al 30% dei costi di investimento. Con il calcolatore dei contributi è possibile determinare rapidamente e senza impegno l'importo del contributo. Per il calcolo dell'efficienza energetica in Svizzera si applica la norma SIA 387/4, che stabilisce i requisiti energetici a integrazione della SN EN 12464-1.
Chi combina i requisiti legali con una progettazione illuminotecnica ben ponderata e i contributi disponibili ne trae molteplici vantaggi: minor consumo energetico, maggiore qualità dell'illuminazione e un ambiente di lavoro in cui le persone lavorano volentieri e in modo produttivo.





